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Ricerca e innovazione nel DNA

Bracco ricerca

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale Fulvio Bracco assume la piena responsabilità della ditta paterna, varando una decisa politica di investimento in ricerca e sviluppo, ed entrando nel settore altamente specializzato della diagnostica per immagini. “Ho fatto questa scelta perché ritenevo che portasse vantaggi all’azienda e ai malati”, ricordava Fulvio Bracco nel suo libro di memorie.

Il 1° ottobre 1950 feci entrare in azienda il Prof. Ernst Felder. Lui creò in Svizzera il Centro Ricerca di Bracco, chiamando a raccolta i migliori ricercatori dell’Eprova di Sciaffusa”. A differenza dell’Italia, infatti, la Svizzera aveva una legge brevettuale sui farmaci. Il lavoro di Felder portò nel corso degli anni alla scoperta della Iodamide prima e dello Iopamidolo dopo.

Questa rivoluzionaria molecola fu il primo mezzo di contrasto non ionico pronto all’uso: una novità mondiale che ancora oggi rappresenta il punto di riferimento della diagnostica per immagini. Lo Iopamidolo ebbe subito un successo tale da costringere l’azienda a raddoppiare i ritmi di produzione per soddisfare la domanda in continua crescita.

Anche in seguito, l’impegno costante di Bracco nella ricerca ha permesso all’azienda di estendere la sua posizione di leader nell’imaging diagnostico con prodotti per radiologia, risonanza magnetica e ultrasuoni, e ha aperto negli anni successivi la strada verso le frontiere più avanzate della medicina molecolare e nucleare, supportando il costante sviluppo internazionale dell’azienda.

Bracco Iopamidolo

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